Risk management

MISSED NURSING CARE: UNA REVISIONE DELLA LETTERATURA

Tesi di: Concetta Rossella Tomaiuolo

Le Missed Nursing Care, ovvero le cure perse, si riferiscono a qualsiasi aspetto relativo all’assistenza al paziente che venga omesso (parzialmente o totalmente) o ritardato. Le Missed Nursing Care (MNC) sono presenti all’interno delle realtà sanitarie internazionali e rappresentano un indicatore della qualità delle cure offerte.Il primo in letteratura ad occuparsi delle MNC è stato Solchalski che nel 2004 ha definito “cura infermieristica incompiuta” come un’ attività non eseguita (ad esempio rispondere al campanello, non effettuare un’attività pianificata come la mobilizzazione, impegnarsi con un paziente a tornare e poi non farlo,non accertarsi che al paziente venga eseguita l’igiene del cavo orale ecc). Secondo l’OMS, un errore è definito come il mancato completamento di un’azione pianificata e prevista, o il commettere un errore durante una procedura. Ad esempio, un errore può verificarsi quando qualcosa viene eseguito in modo non corretto (errore di commissione) o quando qualcosa che dovrebbe essere fatto non viene eseguito (errore di omissione). Nella pianificazione nell’attuazione delle cure, indipendentemente dal fatto che l’errore sia di commissione od omissione, è necessario analizzare il motivo per cui si è verificato, per offrire soluzioni, e per prevenire eventuali ricorrenze. Secondo l’Agency for Healthcare Research and Quality (AHRQ), gli errori di omissione sono più difficili da riconoscere che gli errori di commissione e rappresentano pertanto un grave problema con importanti implicazioni per la qualità e la sicurezza delle cure. L’omissione della cura infermieristica può portare a risultati avversi per i pazienti, con significativi danni, soprattutto nelle popolazioni dei pazienti vulnerabili. Il fenomeno della cura infermieristica mancata è stato definito per la prima volta da Kalisch in uno studio qualitativo effettuato in diversi Ospedali Americani che, analizzando sia gli infermieri e sia gli assistenti sanitari di diverse Unità Operative quali medicine, chirurgie, terapie intensive e riabilitazioni, è stato svolto per identificare la tipologia delle cure infermieristiche che sono state omesse regolarmente durante un soggiorno in ospedale. Negli ultimi anni questo fenomeno è stato studiato da diversi ricercatori, specialmente negli Stati Uniti d’America, individuando le cause ed in particolar modo quanto abbiano influenzato negativamente i professionisti sanitari avendo come conseguenze il burnout e la frustrazione. Tale fenomeno è interpretato tramite il Missed Nursing Care Model (MNCM), secondo cui contribuiscono al verificarsi di questa problematica gli antecedenti (risorse umane, materiali e comunicazione non adeguati), gli elementi del processo di nursing, le percezioni degli infermieri e il processo di decisione (valori, credenze, abitudini). Le cure perse portano allo sviluppo di conseguenze negative sui pazienti (es. allungamento degenza, disabilità, lesioni cutanee) e sugli operatori sanitari (es. insoddisfazione lavorativa, abbandono del lavoro, rabbia). Responsabilità dell’infermiere è per questo cercare di limitarle il più possibile per garantire maggiore sicurezza ai pazienti.

Bibliografia:

  1.  Kalisch BJ, Landstrom GL, Hinshaw AS. Missed nursing care: a concept analysis. J Adv Nurs. 2009 (May 12); Vol. 65. Issue 7: 1509–1517.
  2.  Potter P, Wolf L, Boxerman S et al. An Analysis of Nurses’ Cognitive Work: A New Perspective for Understanding Medical Errors. Agency for Healthcare Research and Quality. 2005.
  3. Kalisch BJ, Landstrom GL, Williams RA. Missed nursing care: errors of omission. Nurs Outlook. 2009 (January – February); Issue 57: 3-9.

Tesi Missed Nursing Care una revisione della letteratura

Rischio clinico: Corso FAD n° 229817 accreditato per 36 crediti ECM

La gestione del rischio clinico: aspetti innovativi e il ruolo dell’informatizzazione

Il nuovo contesto, leggi, norme, regolamenti, rendono ormai non più procrastinabile il passaggio alla gestione informatizzata dei processi di risk management.

Formare la consapevolezza e la competenza del personale sanitario in materia di rischio clinico e di information technology, favorendone il passaggio culturale e l’abbandono definitivo della medicina difensiva, rappresenta la sfida del SSN per l’effettivo miglioramento della sicurezza e della qualità delle cure e non ultimo per la tutela giuridica dell’esercente attività sanitaria.

Il corso, che fornisce una risposta concreta a questa esigenza, è strutturato in 12 lezioni interattive organizzate in quattro sessioni, ogni lezione, oltre ai contenuti teorici (molti con traccia audio) e al test di apprendimento, prevede lo svolgimento di esercitazioni pratiche in un ambiente di prova del sistema informatico TaleteWeb, messo a disposizione degli studenti.

Le esercitazioni vogliono fornire la possibilità di provare in modo diretto quanto l’informatizzazione consenta di tradurre in modo efficace l’applicazione di metodologie e tecniche, proprie del rischio clinico, che la sola presentazione teorica potrebbe rendere non immediatamente fruibili nel contesto operativo dei reparti ospedalieri.

Il corso è stato realizzato con la collaborazione di docenti “risk manager” di importanti aziende sanitarie del nord, centro e sud Italia, capaci, quindi, di rappresentare l’approccio metodologico ed organizzativo di diverse realtà sanitarie italiane.

Il sistema informatico messo a disposizione per l’ambiente di prova è attualmente utilizzato da primarie aziende sanitarie italiane pubbliche e private pertanto fornisce agli studenti un valido strumento di formazione operativa ampiamente testato e consolidato.

Il progetto formativo si rivolge a tutte le professioni sanitarie ed in particolare a quanti vogliono proporsi come referenti/facilitatori del rischio clinico sia in strutture sanitarie pubbliche che private.

Il corso è rivolto sia al singolo professionista, già inserito nel mondo del lavoro, che vuole accrescere la propria competenza, che al giovane che vuole arricchire il proprio curriculum.

L’offerta formativa è rivolta anche e soprattutto alle aziende che intendono verticalizzare la formazione della propria rete di referenti e facilitatori rischio clinico. Per le aziende pubbliche il corso è disponibile sul catalogo MEPA. Per le aziende private è possibile concordare le modalità di fruizione per gruppi di operatori.

E’ possibile anche personalizzare i contenuti del corso e/o accreditarne uno su specifica richiesta dell’azienda cliente.

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COSA NON CAMBIA PER L’INFERMIERISTICA DOPO IL CCNL

A cura  Maurizio Ercolani e Stefano Marconcini

All’alba della sottoscrizione definitiva del nuovo CCNL cerchiamo di analizzare quello che ancora bisogna risolvere e quello che c’è da costruire in vista del prossimo contratto, non solo da un punto di vista “contrattuale o sindacale”, ma anche da un punto di vista di crescita professionale, verso una vera evoluzione dell’Infermieristica come “Scienza”.
Il passaggio da collegio IPASVI a OPI (Ordine delle Professioni Infermieristiche determina sicuramente un momento importante nella storia dell’Infermieristica. Ma non analizzare il presente, considerando  questo momento come punto di arrivo e non di ripartenza dello sviluppo professionale iniziato nel 1994 con la marcia di 50mila è sicuramente ciò che i nostri colleghi non vogliono, non devono e non possono desiderare. Tante sono ancora le criticità che  investono la professione e ci chiedono una riflessione, oggi, per costruire il nostro futuro. Uno degli slogan di quel 1° luglio 1994 fu “Signor dottore ho commesso un gran reato, ho pensato, ho pensato”. Oggi con l’approvazione della Legge 3/2018, meglio conosciuta come “Legge Lorenzin”, ci poniamo a pieno diritto nell’olimpo delle professioni intellettuali.  24 lunghi anni per ottenere finalmente il diritto a pensare.  Eppure, questo momento, importante, ma non esaustivo, non è concepito da tutti I colleghi nella stessa maniera. E proprio questo rischia di identificarlo come punto di arrivo. N   elle unità di degenza ci si rende conto facilmente che il passaggio da uno status sociale che ci vedeva considerati alla stregua di ausiliari dell’arte medica, a professionisti autonomi e responsabili ancora non è avvenuto. E purtroppo non è avvenuto nelle menti dei nostri colleghi, che ancora non si sentono tali. E questo loro sentire passa velocemente, serpeggia  nei corridoi delle corsie, nelle menti dei giovani colleghi, rendendo ancor più spaventoso il futuro. La massiccia presenza di personale medico nei nostri corsi di formazione, unita a questo malcelato malessere di colleghi che in primis non rivendicano il loro essere Infermieri, crea un vissuto emotivo nei giovani che si affacciano alla professione a dir poco devastante. Continua a leggere

l’AOU Federico II di Napoli: un progetto per la sicurezza e la qualità delle cure

locandino convegno

Nuove funzionalità per migliorare la gestione del rischio clinico

La presa in carico delle segnalazioni di incident reporting, la comunicazione e la condivisione dei percorsi conseguenti

E’ noto a tutti gli operatori della sanità quanto ancora sia difficile coinvolgere il personale medico e del comparto sulla necessità di segnalare gli errori evitati (near miss), gli eventi avversi e più in generale le segnalazioni di incident reporting.

La gestione proattiva del rischio clinico, in molte strutture sanitarie, stenta a decollare e produrre gli effetti desiderati in termini di miglioramento della sicurezza del paziente e della qualità delle prestazioni, soprattutto per la mancanza di dati significativi, in particolare sugli errori evitati, tali da consentire analisi accurate delle cause più ricorrenti di errori e incidenti e attuare le relative azioni proattive e reattive.

Ma come mai le strutture sanitarie fanno ancora fatica a convincere il personale ad effettuare le segnalazioni di incident reporting?

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NUOVA EDIZIONE DELLA NORMA ISO 9001:2015 NELLE STRUTTURE SANITARIE: NOVITÀ ED OPPORTUNITÀ

Con la ISO 9001:2015, in sanità, sempre di più qualità, rischio clinico e accreditamento rappresentano le tre gambe di uno stesso sgabello.

di Gregorio Paccone

In questi mesi ci stiamo occupando dell’applicazione della nuova norma, la ISO 9001:2015, nelle strutture sanitarie certificate, pubbliche e private.

Come ormai noto le novità che introduce la nuova revisione sono molte e significative e richiederanno, soprattutto in sanità, un cambiamento di approccio da parte di tutti i soggetti coinvolti: direzioni aziendali, organismi notificati, lead auditor, ecc. Molti di questi soggetti stanno interrogandosi, in queste settimane, su come cogliere le opportunità nel passaggio dalla vecchia edizione della norma alla nuova.

Alla luce dell’esperienza maturata in questi anni voglio fornire un contributo alla discussione e ho sintetizzato il pensiero di diversi esperti del settore nel documento allegato: Scarica Guida -iso-9001-2015-.

L’aspetto su cui voglio soffermarmi, in particolare, è l’approccio “Risk based thinking” (pensiero basato sul rischio), che permette all’organizzazione di determinare i fattori che potrebbero fare deviare i suoi processi e il suo sistema di gestione per la qualità dai risultati pianificati, di   mettere   in   atto   controlli preventivi   per   minimizzare   gli   effetti   negativi   e massimizzare le opportunità, quando esse si presentano. Continua a leggere

AUGURI DI UN FELICE E PROSPEROSO 2016.

CON L’AUGURIO DI UN ANNO DI RICERCA E CRESCITA PER LA

PROFESSIONE INFERMIERISTICA.

LO STAFF E IL COMITATO SCIENTIFICO.

Caduta Talete

Pianificazione assistenziale talete.jpg1.jpg 

    Vi aspettiamo nel 2016  per numerose richieste di sperimentazioni e progetti di ricerca con gli strumenti informatizzati Talete.

Gestione del rischio Cinico Informatizzato, Cartella clinica integrata elettronica con modulo per la ricerca clinica ed infermieristica, Foglio unico di terapia informatizzato, Qualità ed accreditamento.

Per richieste ed informazioni: info@scienzeinfermieristiche.net

Legge di stabilità 2016: le novità per la Sanità

La Legge di Stabilità 2016 introduce importanti novità anche per le strutture (pubbliche e private) che erogano prestazioni sanitarie.

Le disposizioni riguardano in particolar modo le attività di prevenzione e gestione del rischio clinico, per le quali l’obiettivo principale è una maggiore appropriatezza nell’utilizzo delle risorse disponibili e una più attenta tutela del paziente.

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“Cure pulite sono cure più sicure”

L’adozione di adeguate procedure per l’igiene delle mani è di fondamentale importanza per la prevenzione delle ICA (Infezioni Correlate all’Assistenza Sanitaria e Sociosanitaria). Si stima che circa 1/3 delle infezioni ospedaliere potrebbe essere evitata con un’adeguata igiene delle mani.

Le “WHO guidelines on Hand Hygiene in Health Care”  sono uno strumento estremamente utile per un’efficace azione di prevenzione.

Esistono strumenti in grado di facilitare la verifica dell’adesione alle procedure di igiene da parte degli operatori?

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Settimana di formazione in Sardegna

“La cartella clinica informatizzata – come cambia il management sanitario”

E’ il titolo del corso di formazione organizzato nell’ambito di un percorso formativo rivolto agli operatori della sanità di Sassari e Nuoro.

Il 22 ottobre a Sassari e il 23 ottobre a Nuoro i due eventi, che hanno visto una numerosissima e interessata partecipazione di operatori sanitari, hanno affrontato temi di estrema attualità relativi al complesso processo di informatizzazione della documentazione sanitaria ed in particolare della “cartella clinica informatizzata“.

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