Coordinamento infermieristico

I modelli Teorici di riferimento e i linguaggi standardizzati, quali utilizzare.

4° Parte

a cura di Stefano Marconcini, Maurizio Ercolani

LA TEORIA GENERALE DI ASSISTENZA INFERMIERISTICA DI DOROTHEA E. OREM

Modello concettuale abbastanza  strutturato nella comunità scientifica mondiale attraverso una vera e propria corrente di pensiero disciplinare. Il modello concettuale si sviluppa attraverso la definizione di tre teorie distinte ma colegate:

  • teoria della cura di sé (theory of self-care);
  • teoria del deficit nella cura di sé {theory of self-care deficit);
  • teoria dei sistemi di assistenza Infermieristica (theory of Nursing system).

La teoria dei sistemi di assistenza Infermieristica comprende la teoria del deficit nella cura di sé, che a sua volta comprende la teoria della cura di sé. Il collegamento tra queste tre teorie costituisce, la “teoria generale di assistenza Infermieristica” o “teoria Infermieristica del deficit nella cura di sé”.La Orem parte da alcuni presupposti fondamentali formulare le 3 teorie base:

  • gli esseri umani necessitano di input continui e volontari per se stessi e per il loro ambiente al fine di rimanere vivi e funzionare secondo le doti naturali umane;
  • la capacità umana di agire deliberatamente è esercitata nella forma di cura di sé e degli altri nel momento in cui si identificano i bisogni e si forniscono gli input necessari;
  • gli esseri umani maturi vivono delle esperienze di privazioni, in forma di limitazioni per la cura di sé e degli altri, che coinvolgono gli input relativi al sostentamento vitale ed alla regolazione delle funzioni;
  •  il potere umano viene esercitato quando si scoprono, si sviluppano e si trasmettono agli altri i modi e i mezzi per individuare i bisogni e fornire gli input a sé o ad altri;
  •  i gruppi di esseri umani con relazioni strutturate raggruppano i compiti e assegnano le responsabilità per fornire la cura a membri del gruppo che si trovano in condizioni di privazione relative all’input volontario necessario per sé o per altri.

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I modelli Teorici di riferimento e i linguaggi standardizzati, quali utilizzare.

3° Parte

a cura di Stefano Marconcini, Maurizio Ercolani e Catalano Antonio Adriano.

HILDEGARD E. PEPLAU

Differentemente da altre teoriche, che si soffermano molto sulla fase iniziale di osservazione e di raccolta dati, elemento in cui fortemente ci viene in aiuto l’informatizzazione per la raccolta ordinata e l’elaborazione dei dati, la Peplau sviluppa una delle prime vere teorie del Nursing, lei stessa la definisce come “una struttura concettuale di riferimento” (schema concettuale di riferimento).  La sua teoria ha una struttura concettuale che scaturisce da un lungo periodo di osservazione metodica e dalla cognizione che i fenomeni di interazione possiedono un notevole significato di tipo qualitativo-terapeutico per i risultati ottenuti. Tale riflessione implica la necessità da parte dell’infermiere di sviluppare conoscenze opportune. Ciò sposta la riflessione iniziale da “cosa sia l’assistenza infermieristica” verso “cosa sanno gli infermieri”. L’elaborazione del modello teorico è strutturato servendosi delle scienze sociali, dalla psicologia e dalla psichiatria, utilizzando tutti quei concetti che possono servire all’infermiere per risolvere i problemi incontrati quotidianamente ponendosi in relazione con la persona assistita. «Lo scopo dell’interazione che gli infermieri hanno con i loro assistiti è di erogare prestazioni infermieristiche che contribuiscano al miglioramento della salute e del benessere della persona. Continua a leggere