Infermieristica intensiva

EMODIALISI DOMICILIARE: UNA SCELTA VERSO LA LIBERTÀ

A  cura della Dr.ssa Giuseppina Ungaro  Coordinatrice dell’ U. O. di Nefrologia e Dialisi del P.O. Francavilla Fontana (Br).

L’evoluzione della dialisi domiciliare ha segnato le principali tappe della storia della terapia sostitutiva dell’uremia cronica. Nel momento drammatico in cui il paziente apprende di doversi recare a giorni alterni in ospedale per sottoporsi a trattamento dialitico, probabilmente per tutta la vita, la prima domanda che pone al medico è se è possibile eseguirla a domicilio, prima ancora di conoscerne la complessità e le difficoltà da superare. Il primo passaggio fondamentale è l’ informazione che deve dare il medico al paziente;  chiara e precisa. Il paziente ideale è quello adeguatamente informato.  E’ l’opzione di prima scelta per un paziente idoneo, perché lo coinvolge nella conduzione del trattamento  con indubbi vantaggi di tipo psicologico, per la sua crescita dell’ autostima, e anche clinico, per la personalizzazione e la maggiore attenzione posta nella conduzione del trattamento.  Il paziente può scegliere quando eseguire il trattamento in base alle proprie attività lavorative.  Nel nostro caso il paziente poiché lavorava di mattina eseguiva il trattamento  nelle ore pomeridiane. Vi sono almeno tre buone ragioni che spingono il medico a proporre  questo trattamento  a domicilio:

  • La prima  migliorare la qualità della vita;
  • La seconda migliorare l’ efficienza del trattamento;
  • La terza  abbattere i costi della spesa.

Migliorare la qualità della vita ,un aspetto molto importante , perché porta un reale vantaggio nei pazienti, anche per la difficoltà di analizzare la qualità  di vita stessa, quindi la libertà di scegliere quando effettuare il trattamento è di fondamentale importanza,  per una tranquillità psicologica quindi  è essenziale  che ciascun paziente trovi il momento più adatto alle proprie esigenze il più delle volte lavorative.  Nell’emodialisi a domicilio non ci sono limitazioni al numero e alla durata delle sedute, che possono arrivare fino a 3-4 alla settimana, con durata di 3-4 ore.  Applicazioni più frequenti e più brevi , con un   kt/V sotto controllo medico, consentono un miglioramento dello stato generale della riabilitazione lavorativa e della sopravvivenza.  L’efficienza del trattamento è un punto estremamente rilevante in emodialisi domiciliare, dove la personalizzazione del trattamento, con l’ aumento della frequenza della dialisi e della sua durata, porta ad un  maggior benessere  del paziente.  Prendere coscienza della propria malattia e della sua cura, aiuta a curarsi meglio, ed il trattamento condotto nella propria abitazione si traduce in maggior riabilitazione e minor morbilità, oltreché protegge il soggetto  dalle infezioni ospedaliere. Continua a leggere

“ASSISTENZA DOMICILIARE AL PAZIENTE AFFETTO DA SLA. STANDARD QUALITATIVI DELL’ASSISTENZA INFERMIERISTICA”

Tesi sperimentale. Autrice: Francesca Prisco

Background: La SLA è una malattia degenerativa che colpisce i motoneuroni inferiori del midollo spinale e del tronco encefalico e i motoneuroni superiori che proiettano ai fasci corticospinali. Questi vanno incontro a degenerazione, muoiono e smettono di inviare messaggi ai muscoli. La morte di queste cellule avviene gradualmente nel corso di mesi o anche anni, con un decorso del tutto imprevedibile e differente da soggetto a soggetto con esiti disastrosi per la qualità di vita oltre che per la sua sopravvivenza. L’ incidenza è di circa 3 casi ogni 100.000 abitanti/anno, e la prevalenza è di circa 10 ogni 100.000 abitanti, nei paesi occidentali. Attualmente sono circa 6.000 i malati in Italia, colpisce gli uomini con una frequenza leggermente superiore rispetto alle donne e diventa clinicamente evidente nella quinta decade di vita o più tardi ( l’incidenza aumenta all’aumentare dell’età ). Le cause della malattia sono sconosciute, anche se negli ultimi anni è stato riconosciuto un ruolo sempre più importante alla genetica, come fattore predisponente, che unitamente ad altri fattori (ad esempio ambientali), può contribuire allo sviluppo della malattia. Il trattamento sarà sintomatico e sul miglioramento della qualità di vita attraverso la costruzione di percorsi assistenziali che garantiscano una presa in carico continua che va dal momento della diagnosi alla fase terminale e includeranno le cure palliative.  E’ importante per l’Infermiere saper erogare una assistenza qualificata e specialistica alla persona affetta da SLA ed affiancare la  famiglia che deve farsi carico di un fardello molto duro da un punto di vista psicologico, sociale ed  economico, che mina la qualità della loro vita alle fondamenta.

Tesi Assistenza domiciliare al paziente affetto da SLA. Standard qualitativi dell’assistenza infermieristica.

Corsi Fad APSI-TALETEWEB

Siamo lieti di comunicarvi che abbiamo stipulato un accordo con APSI (Associazione professioni sanitarie) e Taleteweb (partner per la produzione di documentazione sanitaria informatizzata) per l’erogazione di corsi FAD ECM ad alto contenuto manageriale e scientifico. I corsi di formazione  proposti prevedono una sezione teorica ed una parte con esercitazioni informatizzate. Per maggiori informazioni e per iscrizioni: Clicca qui
A breve sara presente sul sito una pagina dedicata all’offerta fad.

TALETEWEB  APSI

Cartella Infermieristica informatizzata

La cartella infermieristica informatizzata proposta da Scienzeinfermieristiche.net è uno strumento flessibile e dinamico a disposizione dei professionisti Infermieri che permette un’attenta analisi dei bisogni assistenziali, una pianificazione dell’assistenza e l’utilizzo di un linguaggio comune che previene eventuali incomprensioni  ed errori di processo e valutazione. Un linguaggio comune aiuta gli infermieri a rilevare dati precisi, identificare i problemi potenziali o reali della persona e descriverli con una terminologia scientifica.
L’importanza di un “linguaggio standardizzato” è ampiamente riconosciuta a livello internazionale per esporre con chiarezza e in maniera autorevole il ruolo unico della professione infermieristica in un’organizzazione sanitaria che richiede sempre più di dichiarare e documentare quello che si fa e perché, allo scopo di conciliare nel modo migliore possibile l’impegno nei confronti degli assistiti con le esigenze di efficienza complessiva del sistema.

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La Prevenzione degli Episodi di Vomito nel paziente in Stato Vegetativo Persistente in Net con modalità Continua via Peg

di Dr  Daniele Antonio Belfiore
Fondazione Casa di Cura , Santa Maria Ausiliatrice Onlus , Bergamo , Italia

Introduzione:
Lo stato vegetativo persistente è una condizione successiva allo stato di coma, caratterizzato da incoscienza permanente, il supporto nutrizionale per via enterale è utilizzato maggiormente perché e la modalità di nutrizione più fisiologica rispetto altre nutrizioni, le vie di accesso per la Net a lungo termine sono la Peg e la D -Peg. Gli episodi di vomito sono una delle complicanze più frequenti nei pazienti in SVP sottoposti a Net con modalità Continua o Intermittente, tali episodi di vomito coinvolgono circa il 10-20% dei pazienti sottoposti a tale supporto nutrizionale.
Materiali e Metodi:
Lo studio personale realizzato si è basato sull’analisi critica dei risultati ottenuti da una ricerca di tipo osservazionale della durata di 3 mesi su 20 pazienti in SVP sottoposti a Net con modalità continua con pompa peristaltica attraverso la Peg.
Risultati:
I risultati ottenuti da tale monitoraggio degli episodi di vomito a permesso di individuare le cause d’insorgenza degli episodi di vomito alimentare e le azioni più efficaci da attuare per evitare tali eventi. L’andamento del tasso d’incidenza nel corso dei 3 mesi di monitoraggio è apparso in diminuzione del 50%, verosimilmente in conseguenza ai provvedimenti preventivi messi in atto, l’attuazione degli interventi hanno dato esiti positivi con una riduzione degli episodi di vomito in corso di monitoraggio e un miglioramento dello stato di salute generale.

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