Cartella clinica informatizzata per la psichiatria

Da più di due anni la Casa di cura Villa San Giuseppe di Ascoli sta utilizzando le applicazioni informatiche del sistema TaleteWeb per gestire la documentazione sanitaria (cartella clinica informatizzata) e i processi di governo clinico (Hospital quality and risk management system); tutte le applicazioni funzionano con interfaccia web e sono state progettate e sviluppate su analisi fatta con gli psichiatri, psicologi, infermieri ed educatori della struttura ed in particolare con quelli del reparto SRT – Psichiatria Post Acuzie e RA -Riabilitazione Alcologica.

Il management della Casa di cura di cura Villa San Giuseppe riconosce che l’utilizzo del software ha consentito di migliorare notevolmente l’efficacia, l’efficienza, l’outcome, la sicurezza, la qualità, nella gestione delle prestazioni e per fornire un contributo al miglioramento del settore della riabilitazione psichiatrica post acuzie, si rende disponibile a testimoniare la propria esperienza, nell’utilizzo delle tecnologie ICT, ad altre strutture sanitarie pubbliche e private che ne dovessero fare richiesta.

La cartella clinica informatizzata, utilizzata dalla casa di cura Villa San Giuseppe, include oltre alla cartella medica e a quella psicologica, anche una completa cartella infermieristica.

Per vedere e/o scaricare un esempio della cartella clinica psichiatrica e infermieristica : clicca qui

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Cartella Infermieristica informatizzata

La cartella infermieristica informatizzata proposta da Scienzeinfermieristiche.net è uno strumento flessibile e dinamico a disposizione dei professionisti Infermieri che permette un’attenta analisi dei bisogni assistenziali, una pianificazione dell’assistenza e l’utilizzo di un linguaggio comune che previene eventuali incomprensioni  ed errori di processo e valutazione. Un linguaggio comune aiuta gli infermieri a rilevare dati precisi, identificare i problemi potenziali o reali della persona e descriverli con una terminologia scientifica.
L’importanza di un “linguaggio standardizzato” è ampiamente riconosciuta a livello internazionale per esporre con chiarezza e in maniera autorevole il ruolo unico della professione infermieristica in un’organizzazione sanitaria che richiede sempre più di dichiarare e documentare quello che si fa e perché, allo scopo di conciliare nel modo migliore possibile l’impegno nei confronti degli assistiti con le esigenze di efficienza complessiva del sistema.

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Studio sulla coniugazione delle diagnosi NANDA al modello delle prestazioni infermieristiche

ABSTRACT

Con il presente lavoro viene dimostrato la possibilità di coniugare le diagnosi Nanda con il modello delle Prestazioni Infermieristiche. Lo studio è stato effettuato su un campione di 55 utenti con problemi di dipendenza patologica,  da un gruppo di 15 Infermieri successivamente sottoposti a questionario per validare l’efficacia dell’ipotesi di ricerca. La documentazione infermieristica utilizzata nel progetto consta di una Cartella Infermieristica rappresentata da una scheda di valutazione infermieristica, da una pianificazione dell’assistenza attraverso il modello concettuale delle prestazione infermieristiche sviluppato con le diagnosi Infermieristiche Nanda. Nella  scheda di dimissione infermieristica, erano riportati i dati del paziente, il grado di necessità di assistenza alla dimissione, le diagnosi infermieristiche principali, il punteggio iniziale e finale della scala di valutazione.  L’esito del processo assistenziale, veniva così ottenuto dal livello di realizzazione  degli obiettivi assistenziali pianificati secondo i seguenti score: “conseguiti, parzialmente conseguiti, non conseguiti”.

La sperimentazione della cartella infermieristica utilizzata è stata effettuata con il protocollo di ricerca che prevede 5 fasi applicative.

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La Prevenzione degli Episodi di Vomito nel paziente in Stato Vegetativo Persistente in Net con modalità Continua via Peg

di Dr  Daniele Antonio Belfiore
Fondazione Casa di Cura , Santa Maria Ausiliatrice Onlus , Bergamo , Italia

Introduzione:
Lo stato vegetativo persistente è una condizione successiva allo stato di coma, caratterizzato da incoscienza permanente, il supporto nutrizionale per via enterale è utilizzato maggiormente perché e la modalità di nutrizione più fisiologica rispetto altre nutrizioni, le vie di accesso per la Net a lungo termine sono la Peg e la D -Peg. Gli episodi di vomito sono una delle complicanze più frequenti nei pazienti in SVP sottoposti a Net con modalità Continua o Intermittente, tali episodi di vomito coinvolgono circa il 10-20% dei pazienti sottoposti a tale supporto nutrizionale.
Materiali e Metodi:
Lo studio personale realizzato si è basato sull’analisi critica dei risultati ottenuti da una ricerca di tipo osservazionale della durata di 3 mesi su 20 pazienti in SVP sottoposti a Net con modalità continua con pompa peristaltica attraverso la Peg.
Risultati:
I risultati ottenuti da tale monitoraggio degli episodi di vomito a permesso di individuare le cause d’insorgenza degli episodi di vomito alimentare e le azioni più efficaci da attuare per evitare tali eventi. L’andamento del tasso d’incidenza nel corso dei 3 mesi di monitoraggio è apparso in diminuzione del 50%, verosimilmente in conseguenza ai provvedimenti preventivi messi in atto, l’attuazione degli interventi hanno dato esiti positivi con una riduzione degli episodi di vomito in corso di monitoraggio e un miglioramento dello stato di salute generale.

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L’importanza degli aspetti Psicologici nei corsi di formazione

di Antonio Marchesani – Filosofo. psicologo e psicoterapeuta

Il Benessere Organizzativo è un modello di ricerca che definisce un’ organizzazione efficace e produttiva se assicura un adeguato grado di benessere fisico e psicologico ai propri lavoratori: valuta gli aspetti critici e le positività degli ambienti di lavoro. Sappiamo che negli operatori delle relazioni di aiuto spesso si va incontro a manifestazioni/burnout che portano all’esaurimento emozionale e ad un atteggiamento di distacco sul lavoro. Inoltre nell’interazione tra persona e ambiente si può inserire facilmente uno stato emozionale di Stress. Una recente definizione della Commissione europea indica lo “stress lavorativo” come l’insieme di reazioni emotive, cognitive, comportamentali e fisiologiche ad aspetti avversivi e nocivi del contenuto del lavoro, dell’organizzazione del lavoro e dell’ambiente di lavoro. Questo quando siamo nella teoria, cioè nella mente, ma cosa succede nel vissuto dell’operatore a continuo contatto con il suo paziente?
C’è uno spazio, un angolo dove poter esprimere le sue ansie mobilitate dall’incontro con il suo paziente “cieco e sordo”?
C’è la possibilità di uscire dalla competizione e volersi bene?
 

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