I modelli Teorici di riferimento e i linguaggi standardizzati, quali utilizzare.

7° Parte

Tassonomie, Linguaggi e Teorie: necessità, professionalità o moda?

A cura di Stefano Marconcini e Maurizio Ercolani

Il modello delle prestazioni infermieristiche, il modello funzionale di Gordon, le  tassonomie  Nanda International,  Noc e Nic, il Linguaggio standardizzato ICNP, una palude in cui l’Infermiere stenta ad orizzontarsi e spesso, oltre a domandarsi quali utilizzare, evita di porsi il dilemma. Da un passato recente in cui l’assistenza era confinata ad un analisi dei bisogni secondo il modello di Virginia Henderson (legato alla piramide di Maslow), e solo pochi infermieri conoscevano, ed ancor di meno applicavano, i modelli di Orem, Peplau o altri teorici; oggi in Italia vediamo l’utilizzo, seppure a macchia di leopardo, soprattutto di due modelli di pianificazione: il modello delle prestazioni infermieristiche della Prof.ssa Marisa Cantarelli e il sistema di Marjory Gordon coniugato con le diagnosi Nanda-I, outcomes  Noc e gli  interventi Nic dell’University of Iowa. Quest’implementazione e differenziazione nello studio, e nel conseguente utilizzo pratico, è stata determinata dall’insegnamento universitario, ed ha seguito la strada indicata dal corpo docente dei vari istituti universitari; spesso indirizzati verso un unico modello, senza spingere gli studenti all’analisi ed all’applicazione di vari modelli, confrontandoli in vari setting assistenziali. Sempre dal mondo universitario, in questi ultimi anni si sta assistendo all’evoluzione del linguaggio standardizzato ICNP®, vero e proprio linguaggio codificato (numerico) utilizzato in diverse parti del mondo e diffuso dall’ICN. Grazie alle varie combinazioni di termini (suddivisi in 7 assi) è possibile creare delle diagnosi, degli interventi e degli outcomes. Analizziamo ora i presupposti teorici e le caratteristiche pratiche di questi modelli, al fine di indurre un ragionamento dei professionisti verso la scelta più appropriata per implementarne nel  proprio servizio la formazione e l’utilizzo.

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SVILUPPO DELLA LIBERA PROFESSIONE INFERMIERISTICA …PER LO SVILUPPO LIBERO DELLA PROFESSIONE INFERMIERISTICA

Pubblichiamo una parte del materiale proposto nei corsi sulla libera professione infermieristica del 3 e 4 maggio 2016 e svoltisi ad Ancona e Pesaro. Proporremo quanto prima il restante materiale proposto.

CORSO LIBERA PROFESSIONE INFERMIERISTICA 03-04 MAGGIO 2016 – Dott.ssa Bargnesi Maura

Integrazione socio-sanitaria: L’appropriatezza del sistema informativo nell’assistenza domiciliare.

A cura della Dr.ssa Carla Lara D’Errico.

La Regione Puglia con il DGR n. 107 del 15 febbraio 2005 determina che, per garantire equità e trasparenza per l’accesso alla rete residenziale, semiresidenziale e domiciliare integrata, la Unità di Valutazione Multidimensionale deve adottare la SVAMA, Scheda di Valutazione Multidimensionale dell’Adulto e dell’Anziano, quale strumento unico e completo per la valutazione multidimensionale. In questo elaborato si dimostra perché la SVAMA non può essere considerato uno strumento unico e completo in quanto, per ciò che riguarda l’assistenza infermieristica, non garantendo la individuazione dei bisogni di assistenza infermieristica non permette  di implementare un piano di cura basato sul Processo di Nursing. Dall’analisi critica e dettagliata delle criticità che genera tale carenza, si passa alla individuazione della soluzione, riportando l’esperienza del Servizio infermieristico del Distretto Socio Sanitario di San Marco in Lamis.

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L’ educazione al bisogno di alimentazione artificiale. Come gestire la P.E.G. a domicilio

A cura della Dr.ssa Augusta Antonacci

La situazione della Nutrizione Artificiale Domiciliare in Italia, appare fortemente disomogenea con aspetti a “macchia di leopardo” e con importanti differenze organizzative nelle diverse regioni. L’organizzazione per attuare questo servizio ai pazienti a domicilio comporta disagi per gli stessi e per i familiari. I disagi principalmente evidenziati sono correlati a deficienze sia di carattere medico/infermieristico sia di carattere empatico, evidenziano una mancanza di educazione sanitaria fornita al momento delle dimissioni del paziente. L’elaborato mira ad evidenziare uno studio caso- controllo sui pazienti domiciliari portatori di PEG per poter rilevare il livello di informazione e di conoscenza dei pazienti reclutati per la tesi. Dai risultati analizzati dalla indagine condotta si sono evidenziate alcune criticità, queste sono state la base per elaborare una guida di educazione sanitaria: un protocollo volto a gestire in maniera efficiente gli interventi connessi alla PEG ed un opuscolo informativo utile per il caregiver e per il paziente per poter risolvere con poche manovre le principali situazioni di pericolo. Tutto questo prevede anche la realizzazione di questionari ad hoc, somministrati direttamente al paziente a domicilio, per poter conoscere il livello di informazione e di conoscenza degli stessi. Spesso la consapevolezza dello stato nutrizionale in ambito territoriale è molto scarsa, infatti basta guardare le cartelle dei pazienti per accorgersi che le informazioni sullo stato nutrizionale sono rare. E’ fondamentale un precoce riconoscimento ed una precisa valutazione di gravità per poter ridurre al minimo i rischi di malnutrizione, di infezioni e complicanze di ogni genere. A tal proposito, per garantire omogeneità delle cure, sarà prodotto un protocollo assistenziale con tutta la documentazione/modulistica annessa e gli stessi saranno operativi nei Servizi di Assistenza Domiciliare dei Distretti nn. 51, 52 e 53 del Asl Fg.

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Sanità e innovazione digitale: cartella clinica elettronica in forte crescita

Presentati i dati dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano.
Gli investimenti per la digitalizzazione della sanità italiana nel 2015 si attestano intorno a 1,34 miliardi di euro, pari all’1,2% della spesa sanitaria pubblica (circa 22 euro pro capite) indicando una sostanziale stabilità rispetto al 2014 (1,37 miliardi di euro).
La Cartella Clinica Elettronica (CCE) è il principale ambito in cui le strutture sanitarie hanno investito con una spesa pari a 64 milioni di euro, +10% rispetto al 2014, un valore in crescita nel 2016 per il 43% delle aziende del campione.

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Nuove funzionalità per migliorare la gestione del rischio clinico

La presa in carico delle segnalazioni di incident reporting, la comunicazione e la condivisione dei percorsi conseguenti

E’ noto a tutti gli operatori della sanità quanto ancora sia difficile coinvolgere il personale medico e del comparto sulla necessità di segnalare gli errori evitati (near miss), gli eventi avversi e più in generale le segnalazioni di incident reporting.

La gestione proattiva del rischio clinico, in molte strutture sanitarie, stenta a decollare e produrre gli effetti desiderati in termini di miglioramento della sicurezza del paziente e della qualità delle prestazioni, soprattutto per la mancanza di dati significativi, in particolare sugli errori evitati, tali da consentire analisi accurate delle cause più ricorrenti di errori e incidenti e attuare le relative azioni proattive e reattive.

Ma come mai le strutture sanitarie fanno ancora fatica a convincere il personale ad effettuare le segnalazioni di incident reporting?

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Corsi Fad APSI-TALETEWEB

Siamo lieti di comunicarvi che abbiamo stipulato un accordo con APSI (Associazione professioni sanitarie) e Taleteweb (partner per la produzione di documentazione sanitaria informatizzata) per l’erogazione di corsi FAD ECM ad alto contenuto manageriale e scientifico. I corsi di formazione  proposti prevedono una sezione teorica ed una parte con esercitazioni informatizzate. Per maggiori informazioni e per iscrizioni: Clicca qui
A breve sara presente sul sito una pagina dedicata all’offerta fad.

TALETEWEB  APSI

NUOVA EDIZIONE DELLA NORMA ISO 9001:2015 NELLE STRUTTURE SANITARIE: NOVITÀ ED OPPORTUNITÀ

Con la ISO 9001:2015, in sanità, sempre di più qualità, rischio clinico e accreditamento rappresentano le tre gambe di uno stesso sgabello.

di Gregorio Paccone

In questi mesi ci stiamo occupando dell’applicazione della nuova norma, la ISO 9001:2015, nelle strutture sanitarie certificate, pubbliche e private.

Come ormai noto le novità che introduce la nuova revisione sono molte e significative e richiederanno, soprattutto in sanità, un cambiamento di approccio da parte di tutti i soggetti coinvolti: direzioni aziendali, organismi notificati, lead auditor, ecc. Molti di questi soggetti stanno interrogandosi, in queste settimane, su come cogliere le opportunità nel passaggio dalla vecchia edizione della norma alla nuova.

Alla luce dell’esperienza maturata in questi anni voglio fornire un contributo alla discussione e ho sintetizzato il pensiero di diversi esperti del settore nel documento allegato: Scarica Guida -iso-9001-2015-.

L’aspetto su cui voglio soffermarmi, in particolare, è l’approccio “Risk based thinking” (pensiero basato sul rischio), che permette all’organizzazione di determinare i fattori che potrebbero fare deviare i suoi processi e il suo sistema di gestione per la qualità dai risultati pianificati, di   mettere   in   atto   controlli preventivi   per   minimizzare   gli   effetti   negativi   e massimizzare le opportunità, quando esse si presentano. Continua a leggere

I modelli Teorici di riferimento e i linguaggi standardizzati, quali utilizzare.

6° Parte

La teoria dell’Adattamento di Suor Callista Roy

A cura di Stefano Marconcini e Maurizio Ercolani

Il modello teorico di Suor Callista Roy origina  principalmente dalla teoria dei sistemi e dalla teoria dell’adattamento . Si può affermare  che il concetto di adattamento sia il fulcro dell’intero pensiero  teorico della Roy. La teoria suscitò fin da subito, una vasta risposta da parte non solo degli operatori sanitari ma anche da parte di specialisti dell’educazione i quali analizzarono, verificarono ed applicarono questo modello del nursing presso i loro rispettivi campi del sapere.

 La teoria elaborata si compone di cinque elementi  definiti dall’autrice essenziali :

1. LA PERSONA FRUITRICE DELL ASSISTENZA;

2. LO SCOPO DEL NURSING;

3. IL CONCETTO DI SALUTE;

4. IL CONCETTO DI AMBIENTE;

5. L’ITER DELLE ATTIVITA’ INFERMIERISTICHE.

Suor Callista sostiene che il professionista Infermiere con un’attenta analisi dei cinque elementi essenziali riesce ad acquisire una adeguata visione della realtà e quindi sarà in grado di sviluppare un processo infermieristico reale.

LA PERSONA

Secondo la Roy la persona è colui che riceve assistenza infermieristica, per cui accanto al concetto di persona colloca anche quello di famiglia, gruppo, comunità o società .

Secondo la teorica, ognuna di queste entità è  un sistema olistico capace di adattarsi. Continua a leggere

I modelli Teorici di riferimento e i linguaggi standardizzati, quali utilizzare.

5° Parte

a Cura di Stefano Marconcini e Maurizio Ercolani

LA TEORIA DEI CAMPI DI ENERGIA DI MARTA ROGERS

Teoria del Nursing molto complessa, molto distante dal pensiero infermieristico Italiano. Per elaborarla la studiosa americana impiega nozioni e concetti acquisiti  da altre discipline scientifiche e umanistiche. Nelle affermazioni teoriche della Rogers, in particolare, si avvertono echi della teoria della relatività di Einstein, ma soprattutto della teoria dei sistemi elaborata negli anni cinquanta da von Bertalanffy. La teorica ha una concezione globale dell’uomo. Scrive: “L’uomo è un tutto unificato che possiede la propria integrità e che manifesta caratteristiche che sono più della somma delle sue parti e differenti dalla somma delle sue parti”.

I cinque presupposti fondamentali del modello concettuale:

  1. L’uomo è l’insieme delle sue parti unificate che possiede la propria integrità e manifesta caratteristiche che sono superiori e diverse dalla somma delle sue parti (campi di energia);
  2. L’uomo e ambiente sono  sistemi aperti in continua interazione scambiandosi vicendevolmente materia ed energia;
  3. Il processo vitale, di cui l’essere umano fa parte,  si evolve lungo un continuum spazio-temporale  in modo irreversibile lungo una unica direttrice che non gli permetterà mai di tornare in uno stato precedente;
  4. Il modello e l’organizzazione identificano l’uomo e riflettono la sua integrità innovativa;
  5. L’essere umano  è caratterizzato dalla capacità di astrazione (separare i concetti dal contesto ed analizzarli) e di immaginazione  (saper cogliere il percepito e relazionarlo con il conosciuto) il linguaggio e il pensiero, la sensazione e l’emozione.

Dal modello l’autrice sviluppa 4 concetti fondamentali:

  1. Campi di energia;
  2. Sistema aperto;
  3. Pattern (modello);
  4. Quadridimensionalità.

Il campo di energia costituisce l’unità fondamentale degli esseri viventi e di tutto ciò che è inanimato, poiché il concetto di campo è un concetto unificante assolutistico. I campi sono sistemi aperti ed interagiscono e si integrano gli uni con gli altri. Continua a leggere