L’acqua e le sue straordinarie proprietà

Sorgente Nitrodi - Ischia

Sorgente Nitrodi – Ischia

A cura di Antonella Di Noia

L’acqua è un costituente fondamentale degli organismi viventi. Le cellule, i fluidi, gli organi e tutti i tessuti contengono acqua. Perfino le ossa, così compatte, risultano costituite di acqua, seppure in minore percentuale rispetto alla componente minerale. Secondo alcune teorie che trattano l’origine della vita sulla terra, l’acqua sarebbe addirittura la biomolecola primordiale intorno alla quale si sarebbero poi modellati gli altri costituenti e i sistemi biologici. Benché queste ipotesi non abbiano ancora trovato un effettivo riscontro nella realtà, tuttavia dimostrano quanto sia grande l’interesse scientifico per l’acqua. Un composto straordinario, sorprendente e dalle incomparabili qualità. Andando ad analizzare la sua molecola in maniera più approfondita, infatti, si possono notare alcune caratteristiche che rendono l’acqua particolarmente favorevole alla vita. Fra tutte, una delle peculiarità che merita sicuramente di essere considerata in primo luogo è l’alto calore specifico. Possedere un calore specifico elevato significa riuscire a variare di poco la propria temperatura pur assorbendo grandi quantità di calore. Il fatto che l’acqua sia in grado di modificare la sua temperatura in minima misura, anche in presenza di grandi scambi termici, rappresenta una condizione di enorme vantaggio per le reazioni biochimiche che trovano il loro optimum proprio in intervalli di temperatura assai ristretti. Un’altra particolarità molto interessante dell’acqua riguarda la sua polarità, dovuta alla presenza di poli o più precisamente di dipoli elettrici. Sia dalla parte degli atomi di idrogeno che dal lato dell’ossigeno sono  presenti delle parziali cariche elettriche uguali, ma di segno opposto. In corrispondenza degli atomi di idrogeno le cariche sono positive, mentre dalla parte dell’ossigeno la carica risulta negativa. Questo fenomeno è responsabile dell’attrazione elettrostatica che si sviluppa tra l’acqua e alcune sostanze con cui viene a contatto e crea quella forza che rompe i legami preesistenti e permette a tali sostanze di sciogliersi in particelle più piccole. L’acqua, dunque, rappresenta un solvente polare in cui soprattutto sostanze polari come acidi e sali si dissociano in ioni. I composti che ne risultano sono detti elettroliti e sono dotati di cariche elettriche che possono essere positive o negative, a seconda che derivino da elementi chimici più o meno elettronegativi, ovvero in base alla maggiore o minore capacità di attrarre o cedere elettroni. Gli elettroliti sono sostanze che conducono elettricità e rendono la stessa soluzione acquosa in cui sono disciolte elettricamente conduttrice. Ioni calcio, sodio, magnesio e potassio intervengono così a regolare importanti funzioni fisiologiche, come ad esempio l’equilibrio dei fluidi, la pressione sanguigna, la trasmissione dei segnali nervosi o la contrazione muscolare. Naturalmente l’acqua, oltre al ruolo di solvente, ricopre anche quello di veicolo per i componenti solubili e in più, nelle numerose reazioni organiche di idrolisi e di idratazione, ha funzione di reagente. Per effetto dell’acqua, nelle reazioni di idrolisi, le grandi molecole biologiche, come acidi nucleici, proteine, polisaccaridi e lipidi, vengono scisse nei loro costituenti elementari. Mentre, nelle reazioni di idratazione, l’addizione di acqua ad alcuni composti fa sì che questi risultino trasformati e potenziati. Nell’organismo l’acqua viene assorbita soprattutto a livello intestinale e da qui entra nel circolo sanguigno per essere distribuita in tutti i distretti corporei. Nelle cellule penetra per semplice diffusione. Infatti, essendo una molecola molto piccola riesce a passare tra le molecole contigue di fosfolipidi che costituiscono la membrana plasmatica. A volte entra anche attraverso alcuni canali proteici o pori, chiamati per l’appunto acquaporine, che permettono un passaggio più veloce dell’acqua, determinando così un aumento notevole della sua permeabilità. L’acqua è un composto indispensabile che non deve assolutamente mancare. E sebbene una certa quantità venga prodotta autonomamente dall’organismo durante i processi ossidativi, questa acqua cosiddetta metabolica non ha generalmente funzione di rifornimento, ma anche qualora l’avesse non sarebbe sufficiente a coprire il fabbisogno giornaliero. D’altronde l’acqua viene eliminata continuamente attraverso l’evaporazione cutanea, l’espirazione, la sudorazione e l’escrezione, per cui deve essere costantemente reintegrata, così come devono essere ripristinate le perdite dei sali minerali. Il bilancio idrico e quello elettrolitico devono sempre essere mantenuti in equilibrio. Occorre che le perdite siano compensate in modo adeguato attraverso l’assunzione di liquidi e con una corretta alimentazione, evitando così di produrre quegli squilibri che altrimenti potrebbero causare effetti negativi e persino danni irreparabili, qualora non vi si ponesse rimedio in tempi brevi. Un insufficiente apporto di liquidi, a fronte di abbondanti perdite,  comporta uno sbilanciamento idro-ettrolitico che si manifesta con uno stato di “disidratazione”; mentre un’eccessiva quantità di acqua, rispetto al normale volume corporeo, può causare scompenso da “iperidratazione” con una conseguente diminuzione dei livelli di sodio nel sangue. Nelle persone anziane frequentemente si ravvisano quegli inconfondibili segni che denotano una condizione in cui l’acqua sia carente rispetto alle reali necessità. Una situazione che spesso deriva da patologie o dall’assunzione di alcuni farmaci che interferiscono con i normali processi fisiologici, ma che frequentemente può essere correlata all’età e all’invecchiamento biologico. Normalmente negli anziani le funzioni fisiologiche sono rallentate e quei meccanismi difensivi, che precedentemente venivano attivati con rapidità, non sono più tempestivi. Così può accadere che la sensazione di sete, meno intensa e poco accentuata, arrivi tardi, quando ormai si siano già verificati dei danni. Per esempio, la cute può risultare secca e poco elastica, le labbra screpolate, la bocca asciutta, le urine scarse e concentrate. Inoltre, se lo stato di disidratazione dovesse persistere, anche organi importanti come fegato e cervello sarebbero soggetti a gravi conseguenze.

Ecco perché la sana abitudine di bere la giusta quantità di acqua che mediamente si attesta intorno ad un paio di litri al giorno, concorre al benessere di tutto l’organismo.

L’acqua è fonte di vita e offre innumerevoli benefici. Protegge gli organi, elimina le tossine, lubrifica le articolazioni, regola la temperatura corporea, migliora la funzionalità intestinale, aiuta a dimagrire, contrasta l’invecchiamento cutaneo e molto altro ancora.

Che aspettiamo allora! Corriamo subito a bere un bel bicchiere d’acqua!