Cartella clinica informatizzata

Digital Nursing Design. Come l’interaction design può contribuire alla trasformazione digitale dei processi di assistenza infermieristica personalizzata e continuativa intra ed extra ospedaliera.

Tesi di Interaction Design – Autore Dr Giovanni Stani

Abstract

In scienze infermieristiche per misurare la durata di un fenomeno, di un processo, di un’azione, o di un intervento infermieristico si utilizza il tempo. In pratica si utilizza il “secondo” come la 60- esima parte di un minuto. Questo metodo non consente di effettuare misurazioni di precisione conformi con gli standard attuali del Sistema Internazionale delle Unità di Misura che definisce il “secondo come l’intervallo di tempo che contiene 9.192.631.770 periodi a livello atomico (Cesio). Con l’utilizzo e la diffusione delle tecnologie digitali e l’integrazione delle comunicazioni digitali in tutti i processi socio-politico-commerciali è necessario comprendere che nello spazio-tempo prendono forma simultaneamente processi analogici/continui come le azioni umane ed i processi digitali/discreti come le interazioni uomo-macchina e macchina-macchina. Le azioni sono processi (causa-effetto) osservabili; li possiamo definire come eventi sul piano orizzontale che si realizzano in un tempo uguale o maggiore di 1 secondo, e possono ripetersi con una frequenza variabile in periodi di grandezze diverse (secondi, minuti, ore, giorni, settimane, mesi, anni). L’interazione è un processo bidirezionale, all’interno dell’azione o tra un’azione e l’altra, in cui due o più oggetti, agenti, enti, prodotti, servizi, sistemi, interagiscono uno sull’altro a frequenze altissime, inferiori a un secondo, misurabili e progettabili solo con tecnologie digitali specifiche. La tesi “Digita Nursing Design” dimostra che la programmazione delle interazioni nei processi di assistenza infermieristica è possibile solo con strumenti-sistemi e servizi informatizzati e connessi in rete che al momento non esistono ancora, ma che hanno urgenza di essere realizzati. La tesi è divisa in 4 capitoli: Relazioni; Problema; Soluzione; Sviluppi futuri. Nel primo capitolo, vengono messe in relazione le scienze più antiche come medicina, fisica, geometria, con le più recenti scienze infermieristiche e l’interaction design, integrando diverse teorie, codici e linguaggi. Mediante disegni a supporto del testo, viene offerta una visione sistemica per spostare la prospettiva dagli oggetti alle relazioni, dalla misurazione alla mappatura, dalle strutture ai processi, dalla scienza oggettiva alla scienza epistemica. Nel secondo capitolo, il problema viene scomposto in problemi generali relativi al Sistema Sanitario Nazionale, per far emergere la non visibilità delle diagnosi infermieristiche con il metodo DRG e lo stato dell’arte del Fascicolo Sanitario Elettronico. Nel contesto infermieristico i problemi presentati sono relativi alla carenza cronica di infermieri, all’assenza di tecnologie digitali di supporto, all’assenza di formati standard dei dati prodotti dagli infermieri ed ai limiti della documentazione cartacea. Infine, per rappresentare lo stato dell’arte relativo alla trasformazione digitale dei processi di assistenza infermieristica viene esposta la condizione di lavoro critica in cui si può trovare un infermiere che viene trasferito improvvisamente, in un contesto che non conosce, con scarse informazioni relative ai pazienti. Nel terzo capitolo viene presentata la soluzione, ovvero di come l’interaction design può contribuire all’ottimizzazione dei processi sanitari e alla trasformazione digitale dei processi di assistenza infermieristica personalizzata e continuativa. Mediante una serie di interfacce grafiche interattive viene presentata l’integrazione e l’interazione digitale nelle azioni degli infermieri per favorire la meta-datazione delle diagnosi infermieristiche ICNP, l’utilizzo del MEWS-NEWS e il tracciamento della qualità degli interventi infermieristici. Nel quarto capitolo “Sviluppi futuri” viene esposta una panoramica dei settori che potenzialmente possono avviare e beneficiare di alcuni progetti di digitalizzazione.

Per versione completa tesi inviare e-mail a giannistani@gmail.com

L’EVOLUZIONE DELLA PROFESSIONE INFERMIERISTICA: RUOLO STRATEGICO DELLA DIREZIONE GENERALE DELL’ASL FOGGIA.

A cura di: Dott. Stefano Marconcini Infermiere Coordinatore, Componente del Gruppo di Telemedicina ASL Foggia; Dott.ssa Carla Lara D’Errico Coordinatrice Servizio Infermieristico DSS S. Marco in Lamis, Componente del Gruppo di Telemedicina ASL Foggia.

In questi ul timi anni nell’ASL di Foggia si è assistito ad una progressiva legittimazione della professione infermieristica a partire dall’assessment organizzativo sino a quello operativo. Tra le novità di spicco a cui è stata data priorità c’è la totale informatizzazione dei servizi assistenziali e l’implementazione della telemedicina e teleassistenza, utili a governare un territorio altamente complesso come quello della provincia di Foggia costituito da 61 comuni distribuiti dal sub Appennino (comuni disagiati) al Gargano e alle isole Tremiti. Questi nuovi paradigmi per la gestione di un territorio così complicato sono stati fondamentali per i traguardi raggiunti dagli Infermieri dell’ASL.

Tra le varie innovazioni implementate che sono risultate strategiche, possiamo annoverare gli ambulatori Infermieristici, ambulatori delle cronicità dei Presidi Territoriali di Assistenza, Ospedali di comunità, Ser.D e tant’altro. Ultima rivoluzione, in casa ASL Foggia è la Centrale Operativa Territoriale, a governo Infermieristico con il modello del Care management, che permette la gestione degli assistiti a domicilio attraverso gli strumenti di Telemedicina, risultata strategica anche per la Gestione Covid 19 a domicilio.  Tutta la documentazione informatizzata è stata sviluppata con il linguaggio infermieristico standardizzato ICNP, con la definizione di diagnosi infermieristica, intervento ed outcome, rendendo tracciabile tutta l’attività professionale dell’Infermiere. E’ stato sviluppato un accertamento infermieristico universale, definito SOMA/PSICHE/RELAZIONE (Ercolani M., Sansoni J.; Marconcini S.) trasversale con tutte le altre professioni e in perfetta sintonia con il modello dei vasi comunicanti (D’Errico C.L.).

Con il sostegno della Direzione Generale sono state definite ed implementate diversi modelli di cartella clinica ospedaliera e Scheda clinica territoriale multiprofessionale informatizzata, anche per l’emergenza COVID 19. Nella ASL di Foggia l’Infermiere è un professionista a tutti gli effetti in grado di prendere decisioni e di definire dei percorsi assistenziali con valenza scientifica. L’ASL di Foggia ad oggi ha ricevuto per il lavoro effettuato dagli Infermieri diversi riconoscimenti, tra i quali il premio di miglior Poster Scientifico dalla CNAI al Convegno Nazionale di dicembre 2019, proprio sul lavoro effettuato con la scheda territoriale informatizzata con il linguaggio ICNP. Tutto ciò è stato possibile in quanto il Direttore Generale, Dr Vito Piazzolla, e la Dirigente del Servizio Infermieristico Territoriale, Dr.ssa Girolama De Gennaro, hanno proposto modelli assistenziali innovativi e di prossimità, dando spazio a tutte le professioni sanitarie, ed in particolare quella infermieristica, che contribuiscono giornalmente alla presa in carico di bisogni assistenziali complessi di persone affette da patologie croniche. Molte altre Direzioni dovrebbero utilizzare il modello della ASL Foggia per consentire ad una professione come quella Infermieristica, di progredire ed esprimersi al pieno nella propria autonomia professionale e ricevere di conseguenza tutti gli apporti quali-quantitativi che gli Infermieri insieme alle altre professioni possono fornire per la crescita e lo sviluppo della Azienda stessa.

Cot ASL FG                                                    cartella talete covid

Una nuova metodologia per l’accertamento infermieristico: Soma, Psiche e Relazioni.

Autori: Maurizio Ercolani; Stefano Marconcini; Julita Sansoni

Durante lo studio dei linguaggi standardizzati e tassonomie  dell’infermieristica abbiamo maturato l’idea di quanto sia difficile o addirittura impossibile il loro utilizzo  applicato alle innumerevoli teorie del nursing. Abbiamo pertanto sentito l’esigenza di possedere un framework di base che potesse guidarci:  era dunque  necessario un sistema di accertamento universale. Il prescindere  da un modello teorico di riferimento, o dall’utilizzo di più modelli teorici, ci pose di nuovo di fronte al  problema oramai inderogabile, di come rendere sicuro e generalizzabile, il percorso per  una raccolta dati significativa, utile,  e completa. Come organizzare l’accertamento infermieristico senza uno schema concettuale  di riferimento? Come rendere organica l’osservazione, il colloquio e gli emergenti della relazione con l’assistito? Abbiamo perciò iniziato ad ipotizzare un accertamento suddiviso in tre macro aree che potessero rappresentare una raccolta dati, dal punto di vista olistico, necessari per elaborare un piano di cura e di assistenza infermieristica: l’osservato direttamente o riferito; le emozioni ed i pensieri, narrati, espressi o transferali e le interazioni con gli altri e con l’ambiente. Grazie alla sperimentazione presso alcune unità operative attraverso l’utilizzo della documentazione informatizzata del paziente  (TaleteWeb), abbiamo potuto strutturare e proporre un accertamento infermieristico che riteniamo  universale,  sviluppato su tre aree che abbiamo identificato come: Soma, Psiche e Relazioni. Il nostro riferimento concettuale, base per l’accertamento infermieristico proposto, è stato il concetto di Salute  definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, inteso come stato di benessere fisico, psichico e sociale.

Per focalizzare i bisogni di assistenza infermieristica vengono analizzate le aree proposte in quanto da noi considerato modello olistico: soma-psiche-relazioni:

1.     Soma: inteso come corpo, l’aspetto prettamente fisico;

2.     Psiche: inteso come stato mentale, l’aspetto prettamente psicologico;

3.     Relazioni: inteso come stato sociale, l’aspetto legato alle relazioni e al ruolo sociale.

L’anamnesi infermieristica è gestita, organizzata e raggruppata esclusivamente su queste tre aree a differenza di altre tipologie di accertamento che sono sviluppati in modalità più complessa, come ad esempio  il modello funzionale della Gordon o altri accertamenti legati a dei modelli teorici come ad esempio quello della Henderson o quello locale, proposto dal Gruppo di Cantarelli. L’accertamento attraverso il nostro modello olistico suddiviso in tre aree, può essere considerato un accertamento universale è può essere applicato a qualsiasi modello teorico di riferimento, perché nasce dal concetto di salute, concetto per l’appunto globale e riconosciuto e generalizzabile nella sua essenza in tutto il mondo.  Anche prendendo in considerazione le nuove definizioni di salute, che nei suoi astratti la definisce come una condizione di equilibrio (dinamico, dunque sempre nuovo, continuamente da costruire) tra il soggetto e l’ambiente (umano, fisico, biologico, sociale) che lo circonda(1), con tale modello andiamo ad esplorare tutti i suoi componenti:

1.     Nell’area soma si esplorerà il tangibile, la fisicità della persona assistita, il suo essere soggetto vivente e i suoi processi biologici;

2.     Nell’ area  psiche indagheremo ciò che non è tangibile, le sue emozioni, il suo pensare, il suo sentirsi essere umano e i suoi desideri;

3.     Nell’area  delle Relazioni cercheremo di indagare, conoscere e studiare  il suo rapporto con il contesto, con l’ambiente intorno a lui, con le persone con cui interagisce ed i ruoli che egli gioca nei vari ambiti sociali.

Attraverso la  valutazione della nostra sperimentazione, possiamo far emergere e concludere che l’utilizzo del nostro modello olistico trifasico, applicato come framework nell’accertamento permette di unificare l’anamnesi di tutto il corpus legato all’assistenza infermieristica, cercando di raggiungere un grande obiettivo per la professione, quello di definire un unico linguaggio standardizzato, anche a prescindere dai diversi modelli teorici di riferimento studiati durante la formazione universitaria anche  post-base e dal background dell’Infermiere. Tale obiettivo è raggiungibile se la guida per l’applicazione dello sviluppo del processo di Nursing inteso come metodo scientifico per l’assistenza, inizia, fin dall’accertamento iniziale, dal riconoscimento del concetto universale di Salute, applicato al modello olistico trifasico.

[1] F. Leonardi, Il grande paradosso della salute. La salute non è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. Nuove prospettive, Felici Edizioni di Pisa, 2015

Il linguaggio standardizzato ICNP® nel processo di assistenza infermieristica: la sperimentazione dell’ASL di Foggia, Azienda Sanitaria Locale leader in Italia

Autori: Girolama De Gennaro1; Carla Lara D’errico2; Stefano Marconcini3;  Antonia Maria Papagno4.

1Dirigente delle professioni sanitarie ASL Foggia; 2Coordinatrice Servizio infermieristico territoriale Distretto Socio Sanitario  S. Marco in Lamis (FG); 3Coordinatore infermieristico S. O. C. Ortopedia Presidio Ospedaliero di Manfredonia (FG); 4Coordinatrice Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Manfredonia (FG).

L’International Classification for Nursing Practice (ICNP®) è un linguaggio infermieristico internazionale e nel 2009 è stato accettato ed incluso nella Famiglia delle Classificazioni Internazionali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO Family of International Classification). L’ICNP® è una terminologia infermieristica standardizzata di tipo combinatorio costruita dall’International Council of Nurses (ICN) nell’ambito di un progetto di ricerca trentennale che ha coinvolto numerosi Paesi del mondo. La terminologia ICNP® consente di esprimere diagnosi infermieristiche, interventi infermieristici e risultati dell’assistenza infermieristica facilitando anche l’integrazione con il linguaggio locale e le altre terminologie esistenti.

Nella ASL Foggia è nata l’esigenza di introdurre le diagnosi infermieristiche al fine di tracciare tutto il percorso assistenziale, soprattutto quando si realizza la continuità assistenziale ospedale – territorio,  con un linguaggio scientifico, condiviso in tutto il mondo, e facilmente accessibili da tutti attraverso il web. Tale necessità deriva da obblighi di legge professionali (Legge n. 251/2000) e di garanzia per la sicurezza delle cure (Legge n. 24 del 2017). La sperimentazione inizia con la proposta effettuata dalla Coordinatrice del Servizio Psichiatrico di diagnosi e Cura  (SPDC) di Manfredonia Dr.ssa Antonietta Papagno e dal  Dott. Stefano Marconcini, allora infermiere clinico dello stesso servizio, dopo che  nel mese di luglio 2015 aveva effettuato la “Summer School” a Bologna, corso  di preparazione  alla terminologia infermieristica.  La sperimentazione è stata fortemente sostenuta dal Direttore del SPDC Dr Savino Dimalta e dalla Dr.ssa Girolama di Gennaro direttrice del servizio infermieristico della ASL Foggia e dal Direttore Generale Dr Vito Piazzolla.

Nel settembre  del 2015 è stata chiesta all’ITALIAN ICNP® RESEARCH & DEVELOPMENT CENTRE presso l’Università La Sapienza di Roma , l’autorizzazione per procedere alla sperimentazione presso l’SPDC di Manfredonia.La Direttrice del Centro di Ricerca,  Prof.ssa Julita Sansoni, ha accordato  in tempi brevi  la sperimentazione ed in seguito è stato acquisito anche il consenso della Direzione generale della ASL Foggia.Ad ottobre è stato costituito il focus group per individuare le diagnosi, outcomes e interventi più frequenti in un servizio psichiatrico di diagnosi e cura cui segue un audit per l’analisi  a campione di 50 cartelle con patologie diverse con lo scopo di individuare i problemi assistenziali più frequenti per poi tradurli in diagnosi ICNP®. Si procede alla scelta delle diagnosi, che ad una prima analisi risultarono nel n. 79, successivamente dopo una revisione nel n. di 45. Il tutto viene comparato al catalogo ICNP® 2013 per la psichiatria  già stilato  dai colleghi inglesi. Dopo attenta analisi del catalogo e della realtà assistenziale in ambito psichiatrico italiano si procede alla determinazione definitiva del gruppo di diagnosi/outcomes/interventi da utilizzare. Dal raffronto si individuano n. 31 diagnosi, 49 outcome e 143 interventi. Il tutto viene rappresentato su uno schema  cartaceo dove si evince la diagnosi, l’outcomes (diagnosi di risultato) e gli interventi per la risoluzione della diagnosi.  Viene definito il protocollo di ricerca e definiti gli obiettivi:

  • Introduzione dello strumento di pianificazione come documento ufficiale e facilitare l’implementazione della cartella infermieristica informatizzata (medio termine);
  • Utilizzare un linguaggio scientifico condiviso per la pianificazione dell’assistenza; (breve termine)
  • Assicurare continuità assistenziale Ospedale/Territorio utilizzando lo stesso linguaggio (medio termine);
  • Migliorare il rapporto tra Infermiere/persona assistita (breve termine);
  • Migliorare il lavoro di equipe (medio termine).

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COSA NON CAMBIA PER L’INFERMIERISTICA DOPO IL CCNL

A cura  Maurizio Ercolani e Stefano Marconcini

All’alba della sottoscrizione definitiva del nuovo CCNL cerchiamo di analizzare quello che ancora bisogna risolvere e quello che c’è da costruire in vista del prossimo contratto, non solo da un punto di vista “contrattuale o sindacale”, ma anche da un punto di vista di crescita professionale, verso una vera evoluzione dell’Infermieristica come “Scienza”.
Il passaggio da collegio IPASVI a OPI (Ordine delle Professioni Infermieristiche determina sicuramente un momento importante nella storia dell’Infermieristica. Ma non analizzare il presente, considerando  questo momento come punto di arrivo e non di ripartenza dello sviluppo professionale iniziato nel 1994 con la marcia di 50mila è sicuramente ciò che i nostri colleghi non vogliono, non devono e non possono desiderare. Tante sono ancora le criticità che  investono la professione e ci chiedono una riflessione, oggi, per costruire il nostro futuro. Uno degli slogan di quel 1° luglio 1994 fu “Signor dottore ho commesso un gran reato, ho pensato, ho pensato”. Oggi con l’approvazione della Legge 3/2018, meglio conosciuta come “Legge Lorenzin”, ci poniamo a pieno diritto nell’olimpo delle professioni intellettuali.  24 lunghi anni per ottenere finalmente il diritto a pensare.  Eppure, questo momento, importante, ma non esaustivo, non è concepito da tutti I colleghi nella stessa maniera. E proprio questo rischia di identificarlo come punto di arrivo. N   elle unità di degenza ci si rende conto facilmente che il passaggio da uno status sociale che ci vedeva considerati alla stregua di ausiliari dell’arte medica, a professionisti autonomi e responsabili ancora non è avvenuto. E purtroppo non è avvenuto nelle menti dei nostri colleghi, che ancora non si sentono tali. E questo loro sentire passa velocemente, serpeggia  nei corridoi delle corsie, nelle menti dei giovani colleghi, rendendo ancor più spaventoso il futuro. La massiccia presenza di personale medico nei nostri corsi di formazione, unita a questo malcelato malessere di colleghi che in primis non rivendicano il loro essere Infermieri, crea un vissuto emotivo nei giovani che si affacciano alla professione a dir poco devastante. Continua a leggere

IL PROGETTO DEL DISTRETTO DI S. MARCO IN LAMIS: LA GESTIONE INFORMATIZZATA DEL PAZIENTE CRONICO TERRITORIALE CON UTILIZZO DELLE DIAGNOSI ICNP®

Autori: Carla Lara d’Errico, Girolama De Gennaro, Stefano Marconcini, Gregorio Paccone

La vision e la mission del progetto

L’assetto da cui si parte fonda su tre certezze ormai ampiamente riconosciute e normate nella sanità italiana:

  • L’Infermiere è il responsabile dell’assistenza generale infermieristica;
  • L’assistenza infermieristica è servizio alla persona, alla famiglia e alla collettività. Si realizza attraverso interventi specifici, autonomi e complementari di natura intellettuale, tecnico-scientifica, gestionale, relazionale ed educativa;
  • Gli infermieri espletano le proprie funzioni “… utilizzando metodologie di pianificazione per obiettivi dell’assistenza”.

A partire da queste certezze deriva, come naturale conseguenza, la consapevolezza che la Diagnosi Infermieristica costituisce la base sulla quale scegliere gli interventi infermieristici volti a raggiungere dei risultati di cui l’Infermiere è responsabile.

Pertanto emerge un urgente bisogno di implementare l’uso delle diagnosi infermieristiche nei setting assistenziali distrettuali in cui opera l’Infermiere.

Nell’articolo gli autori motivano la scelta del linguaggio infermieristico standardizzato ICNP® e la decisione di utilizzare la cartella informatizzata distrettuale

LEGGI L’INTERO ARTICOLO

I modelli Teorici di riferimento e i linguaggi standardizzati, quali utilizzare.

7° Parte

Tassonomie, Linguaggi e Teorie: necessità, professionalità o moda?

A cura di Stefano Marconcini e Maurizio Ercolani

Il modello delle prestazioni infermieristiche, il modello funzionale di Gordon, le  tassonomie  Nanda International,  Noc e Nic, il Linguaggio standardizzato ICNP, una palude in cui l’Infermiere stenta ad orizzontarsi e spesso, oltre a domandarsi quali utilizzare, evita di porsi il dilemma. Da un passato recente in cui l’assistenza era confinata ad un analisi dei bisogni secondo il modello di Virginia Henderson (legato alla piramide di Maslow), e solo pochi infermieri conoscevano, ed ancor di meno applicavano, i modelli di Orem, Peplau o altri teorici; oggi in Italia vediamo l’utilizzo, seppure a macchia di leopardo, soprattutto di due modelli di pianificazione: il modello delle prestazioni infermieristiche della Prof.ssa Marisa Cantarelli e il sistema di Marjory Gordon coniugato con le diagnosi Nanda-I, outcomes  Noc e gli  interventi Nic dell’University of Iowa. Quest’implementazione e differenziazione nello studio, e nel conseguente utilizzo pratico, è stata determinata dall’insegnamento universitario, ed ha seguito la strada indicata dal corpo docente dei vari istituti universitari; spesso indirizzati verso un unico modello, senza spingere gli studenti all’analisi ed all’applicazione di vari modelli, confrontandoli in vari setting assistenziali. Sempre dal mondo universitario, in questi ultimi anni si sta assistendo all’evoluzione del linguaggio standardizzato ICNP®, vero e proprio linguaggio codificato (numerico) utilizzato in diverse parti del mondo e diffuso dall’ICN. Grazie alle varie combinazioni di termini (suddivisi in 7 assi) è possibile creare delle diagnosi, degli interventi e degli outcomes. Analizziamo ora i presupposti teorici e le caratteristiche pratiche di questi modelli, al fine di indurre un ragionamento dei professionisti verso la scelta più appropriata per implementarne nel  proprio servizio la formazione e l’utilizzo.

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Sanità e innovazione digitale: cartella clinica elettronica in forte crescita

Presentati i dati dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano.
Gli investimenti per la digitalizzazione della sanità italiana nel 2015 si attestano intorno a 1,34 miliardi di euro, pari all’1,2% della spesa sanitaria pubblica (circa 22 euro pro capite) indicando una sostanziale stabilità rispetto al 2014 (1,37 miliardi di euro).
La Cartella Clinica Elettronica (CCE) è il principale ambito in cui le strutture sanitarie hanno investito con una spesa pari a 64 milioni di euro, +10% rispetto al 2014, un valore in crescita nel 2016 per il 43% delle aziende del campione.

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Corsi Fad APSI-TALETEWEB

Siamo lieti di comunicarvi che abbiamo stipulato un accordo con APSI (Associazione professioni sanitarie) e Taleteweb (partner per la produzione di documentazione sanitaria informatizzata) per l’erogazione di corsi FAD ECM ad alto contenuto manageriale e scientifico. I corsi di formazione  proposti prevedono una sezione teorica ed una parte con esercitazioni informatizzate. Per maggiori informazioni e per iscrizioni: Clicca qui
A breve sara presente sul sito una pagina dedicata all’offerta fad.

TALETEWEB  APSI

I modelli Teorici di riferimento e i linguaggi standardizzati, quali utilizzare.

6° Parte

La teoria dell’Adattamento di Suor Callista Roy

A cura di Stefano Marconcini e Maurizio Ercolani

Il modello teorico di Suor Callista Roy origina  principalmente dalla teoria dei sistemi e dalla teoria dell’adattamento . Si può affermare  che il concetto di adattamento sia il fulcro dell’intero pensiero  teorico della Roy. La teoria suscitò fin da subito, una vasta risposta da parte non solo degli operatori sanitari ma anche da parte di specialisti dell’educazione i quali analizzarono, verificarono ed applicarono questo modello del nursing presso i loro rispettivi campi del sapere.

 La teoria elaborata si compone di cinque elementi  definiti dall’autrice essenziali :

1. LA PERSONA FRUITRICE DELL ASSISTENZA;

2. LO SCOPO DEL NURSING;

3. IL CONCETTO DI SALUTE;

4. IL CONCETTO DI AMBIENTE;

5. L’ITER DELLE ATTIVITA’ INFERMIERISTICHE.

Suor Callista sostiene che il professionista Infermiere con un’attenta analisi dei cinque elementi essenziali riesce ad acquisire una adeguata visione della realtà e quindi sarà in grado di sviluppare un processo infermieristico reale.

LA PERSONA

Secondo la Roy la persona è colui che riceve assistenza infermieristica, per cui accanto al concetto di persona colloca anche quello di famiglia, gruppo, comunità o società .

Secondo la teorica, ognuna di queste entità è  un sistema olistico capace di adattarsi. Continua a leggere